FRANCO CRISTALDI –
Biography / Filmography
The beginning of the 70’s was characterised by a renewed encounter
with Rosi and the beginning with Fellini. In 1967 Cristaldi was
elected President of the National Union of Film Producers, an office
he held for nine years and from which he resigned in 1977 to take the
highest office in the sector: President of the International Producers’
Federation, to which he was re-elected nine times.
The intensification of initiatives with other European countries took
place in this period, foretelling the European policy and prospective
that in the 80’s qualified Cristaldi’s production. Thus began films
with co-production agreements with Louis Malle, Roger Vadim, Philippe
De Broca, Roman Polanski, Jean-Luc Godard, Claude Lelouch, Henry
Verneuil, Christian-Jacque, Claude Sautet, etc.
Franco Cristaldi produced more than 100 films, winning three Oscars:
Cinema Paradiso, Divorce Italian Style and Amarcord; three Venice
Golden Lions: White Nights, Vaghe Stelle dell’Orsa (Sandra of a
Thousand Delights), China Is Near; four Golden Palms in Cannes: again
Divorce Italian Style, Seduced and Abandoned, The Mattei Affair,
Cinema Paradiso; 48 Nastro d’Argento’s and 18 David di Donatello’s,
not to mention numerous recognitions in various international
festivals and manifestations. In the midst of the crisis weighing on
the Italian cinema, Cristaldi broadened his horizons towards
production linked to TV, producing among other things “Marco Polo”
with Giuliano Montaldo that was an unprecedented production
undertaking as far as economic and organisation commitment were
concerned and for initiating relationships with Chinese film
production, and with Luigi Magni’s “Il Generale”, a TV episode
production about Garibaldi with five European countries involved in
the production.
In 1986 Cristaldi made one of the most clamorous commercial success of
his career: “The Name of the Rose”, from Umberto Eco’s novel (another
French-German co-production), at the time the all-time best box-office
Italian film in Italy with nearly 22 billion (record-breaking)
box-office takings. Probably an unrepeatable result since it was
obtained not by exploiting the fleeting interest in a comedy or other
type, but by combining an undertaking of cultural divulgation with a
product of worldwide resonance.
The film that confirmed Cristaldi as the most courageous, innovative
producer in Italian cinema is undoubtedly “Cinema Paradiso”,
introducing the young Giuseppe Tornatore as a trustworthy director for
future national production. This exceptional film also gave new hope
to the people who believed in the renewal of Italian cinema, which for
years had been the prisoner of provincial comedians. It won the Grand
Jury Prize at the 1989 Cannes Festival, the “Golden Globe” from the
foreign press in Hollywood, the Special Jury prize at the Gran Prix of
European Cinema and, lastly, and the Oscar in 1990 for Best Foreign
Film. Guest of honour in almost all the film festivals in 1989, the
film was distributed in all the most important countries of the world,
obtaining great success everywhere from both critics and public,
something that had not happened for many years with an Italian film.
Concerning choices for production, content and search for new talent,
Cristaldi remained faithful to the principle that inspired him
throughout his career: “Cinema is a cultural industry, therefore
producing films means taking on a social and moral responsibility.” |
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FRANCO CRISTALDI – Bio/Filmografia
Nato a Torino e laureato in legge, Franco Cristaldi fonda la “Vides”
poco più che ventenne nel 1947, dedicandosi per alcuni anni
all’attualità e ai documentari, alcuni dei quali diretti da lui stesso
e premiati in diversi Festivals dell’epoca.
Nel 1953, sempre a Torino, Cristaldi produce il primo lungometraggio a
soggetto “La Pattuglia Sperduta”, con un regista esordiente, Piero
Nelli e attori non professionisti. Il film è salutato dalla critica
come la prima opera neo-realistica sul Risorgimento e il nome del
giovanissimo produttore comincia ad incuriosire l’ambiente
cinematografico.
Trasferita la “Vides” a Roma, Cristaldi si afferma in pochi anni come
il più originale e impegnato tra i nuovi produttori. A metà degli anni
‘50 , mentre il cinema italiano attraversa una grave crisi di qualità
scadendo nel bozzettismo e nella ripetitività dei generi, Cristaldi
lancia una sfida al torpore imperante imponendo film di qualità, nuovi
registi e nuovi attori e soprattutto un nuovo stile, basato
sull’assoluta libertà di espressione tematica degli autori, anche nel
rispetto di un pubblico in fase di evoluzione culturale. Appartengono
a questo periodo i primi film di Rosi, Pontecorvo, Petri, Loy; alcune
tra le opere migliori di Monicelli e Germi; il sodalizio con Visconti
iniziato grazie a una formula inedita per l’Italia, di produzione
associata tra imprenditore, autori e attori che Cristaldi proseguirà
anche negli anni successivi.
La filmografia allegata testimonia la qualità di una produzione oramai
quarantennale. Per la cronologia, negli anni ’60 la “Vides” consolida
le proprie strutture, costruisce teatri di posa, crea una scuola per
attori (l’unica tuttora realizzata in Italia dall’industria
cinematografica privata) e insiste nella sua politica di qualità.
Produce intanto film altrettanto memorabili di quelli del decennio
precedente, ancora con Visconti e poi con Comencini, Maselli,
Belloccio, Ferreri e altri. Cristaldi realizza inoltre con “La Tenda
Rossa” la prima effettiva coproduzione italo-sovietica.
L’inizio degli anni ‘70 è caratterizzato dal rinnovato incontro con
Rosi e dall’inizio di quello con Fellini. Nel 1967, Cristaldi viene
eletto Presidente dell’Unione Nazionale Produttori Film, carica che
terrà per nove anni e dalla quale si dimetterà nel 1977 per assumere
il più alto incarico nel settore: Presidente della Federazione
Internazionale Produttori, che deterrà per molti anni.
E’ di questo periodo l’intensificarsi delle iniziative con altri paesi
europei, che anticipa la politica e la prospettiva europeistica che
negli anni ‘80 qualificherà la produzione di Cristaldi: nascono così,
con accordi di coproduzione , films di Louis Malle , Roger Vadim,
Philippe De Broca, Roman Polanski, Jean-Luc Godard, Claude Lelouche,
Henry Verneiuil, Christian-Jacque, Claude Sautet ect.
Franco Cristaldi vanta al suo attivo una produzione di oltre 100 film
che hanno vinto tre Oscar (Nuovo Cinema Paradiso, Divorzio
all’Italiana, Amarcord), tre “Leoni” di Venezia (Le Notti Bianche,
Vaghe Stelle dell’Orsa, La Cina è vicina), quattro Palme a Cannes
(ancora Divorzio all’Italiana, Sedotta e abbandonata, “Il caso
Mattei”, Nuovo Cinema Paradiso, 48 nastri d’argento e 18 David di
Donatello, per non parlar degli altri innumerevoli riconoscimenti in
vari festivals e manifestazioni internazionali.
Nel pieno della crisi che travagliava il cinema italiano, Cristaldi
allargò i suoi orizzonti verso attività produttive legate anche alla
Tv realizzando tra l’altro con Marco Polo di Giuliano Montali
un’impresa produttiva senza precedenti per impegno economico e
organizzativo e per l’inizio dei rapporti con la cinematografia cinese
e con il generale di Luigi Magni un film televisivo a puntate su
Garibaldi che ha richiesto l’impegno produttivo di ben cinque paesi
europei.
Nel 1986 Cristaldi ha realizzato uno dei più clamorosi successi
commerciali della sua carriera: Il nome della Rosa, dal romanzo di
Umberto Eco (altra coproduzione con Francia e Germania) il film
italiano campione di incassi con 22 miliardi al botteghino. Un
risultato forse irripetibile, in quanto ottenuto non sfruttando il
labile richiamo di un comico o di un genere, ma coniugando un’impresa
di divulgazione culturale con un prodotto di risonanza mondiale.
Ma il film che ha confermato il nome di Cristaldi come il produttore
più coraggioso e innovatore del cinema italiano è certamente Nuovo
Cinema Paradiso, che ha imposto Giuseppe Tornatore come regista di
sicuro affidamento per la futura produzione nazionale. Questo film
eccezionale ha inoltre dato nuove speranze a quanti credono in un
rinnovamento del cinema italiano, per anni prigioniero dei comici di
provincia ed ha ottenuto il Gran Premio Speciale della Giuria al
festival di Cannes del 1989, il Golden Globe della stampa estera a
Hollywood, Il premio speciale della Giuria al Gran Premio del Cinema
Europeo e naturalmente l’Oscar per il miglior film straniero nel 1990.
Ospite d’onore i quasi tutti i festival cinematografici nel 1989, il
film è stato distribuito in tutti i paesi del mondo ottenendo ovunque
grande successo di critica e di pubblico, quale da anni non si
registrava per un film italiano.
Sul piano delle scelte produttive, dei contenuti della ricerca di
nuovi talenti, Cristaldi resta fedele al principio che lo ha ispirato
in tutta la sua carriera: “Il cinema è un’industria culturale, per cui
realizzare dei film significa assumersi anche una responsabilità
sociale e morale.” |
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